Lingolook e TheAcerGuy ora sono sul Wordpress
Vorrei segnalare che ho trasferito 2 di miei blog a Wordpress in via definitiva.
Lingolook e TheAcerGuy ora hanno nuovi indirizzi e un nuova casa.
Copywriter madrelingua inglese, con una passione per il dialogo, conversazioni e creatività online.
Vorrei segnalare che ho trasferito 2 di miei blog a Wordpress in via definitiva.
Lingolook e TheAcerGuy ora hanno nuovi indirizzi e un nuova casa.
Posted by Michael Walsh at 4:32 PM 0 comments
Conoscete Seth Godin?
Ha scritto numerosi libri che danno dei sguardi insoliti al mondo di marketing, sia online che "tradizionale".
Il suo blog è pieno di osservazioni più generici, a volte davvero azzeccati. Come questo sul dialogo.
Dice che ci sono delle organizazzioni che sono bravi ad ascoltare, altri che sono bravi a parlare. Alcuni sono persino bravi ad entrambi. Ma entrare in un dialogo è diverso. Richiede, a volte, la capacità di sostenere conversazioni sgradevoli che permettono entrambi parti di crescere e cambiare.
Seth ha ragione. Il dialogo è questo. Non è e non può mai essere solo un'altro canale mono-direzionale di informazione manipolata dai PR.
Chi è in grado di sostenere una diatriba con la testa alta ma con l'anima aperta, ne uscirà decisamente migliore di prima.
Posted by Michael Walsh at 10:39 AM 0 comments
John Cass di Backbone Media ha scritto un articolo molto interessante.
Non avevo mai preso in considerazione l'importanza oppure la potenzialità dell'ottimizzazione per motori di ricerca per quanto riguardano i blog.
Certo. Autorità... Il mio blog TheAcerGuy ora ha un page rank di 2 ma non appare mai su Technorati.
Quello che scrive John è che ci sia una differenza tra ricerca di rilevanza (Google, Yahoo!, MSN & Co.) e le ricerca di conversazioni (motori di ricerca RSS come Technorati).
Se ci pensi, chi è in cerca di "rilevanza", sta cercando un sito. Da l'altro canto, chi è in cerca di "conversazione", sta cercando un blog.
Per stare sulla prima pagina di Technorati, non basta la reputazione. Ci vuole frequenza e qui c'è la risposta alla fatidica domanda "quanto spesso devo pubblicare sul blog?".
Basta fare una ricerca delle parole chiavi più rilevante per il tuo blog in Technorati, guardare quanto tempo fa l'ultimo artiolo sulla prima pagina è stato pubblicato e scrivere con una frequenza più alta.
Ad esempio, per "Business blogging" l'ultimo articolo è stato pubblicato 2 giorni fa quindi basta scrivere al meno ogni 2 giorni per rimanere sulla prima pagina. Man mano che il campo scende la coda lunga, ad esempio "synthetic transparency", la frequenza diminuisce dal punto di permettere una presenza in prima pagina con un solo articolo all'anno.
Nel mondo IT le cose sono un po' più complesse. Nel caso di Acer , l'ultimo articolo è stato pubblicato meno di un'ora fa e quindi è difficile che per solo "Acer" un blog (mio, loro) possa rimanrere in cima alla lista di Technorati. Per Dell, la sfida è ancora più dura (ogni 16 minuti)...
Come molti altri, sono ancora all'inizio della comprensione di "strategie blog aziendali" ma "conversation search optimization" è sicuramente un concetto che seguirò attentamente.
Posted by Michael Walsh at 5:27 PM 0 comments
Porto parecchio sfiga.
Scusate il linguaggio ma in solo 2 mesi, ho dovuto ri-installare Windows XP da capo ben due volte e ho cambiato il notebook dopo aver fatto saltare in aria quello "vecchio".
Questa volta, come l'altra, la colpa dell "Blue screen of death" e' di un banalissimo aggiornamento. In questo caso, un programma venduto da McAfee per pulire Windows Registry. L'ha dato una pulita talmente bene che mi ha disabilitato la funzionalita' Bluetooth (tastiera e mouse) nonche' la funzionalita' del pacchetto antivirus dalla stessa McAfee.
In piu' non riesco ne' a togliere i software difettosi ne' reinstallarli.
Io capisco e sostegno il sentimento contrario agli upgrades forzati (tipo Vista) a favore di una costante aggiornamento online - mi pare ovvio che stiamo andando in quella direzione.
Ma quando ti succedono queste cose, quando devi partire da capo e, 9 su 10 litigare con i software vendor perche' non ti fanno downloadare di nuovo il software che hai pagato online, non ti sembra che forse e' arrivato il momento di riesaminare come disegniamo il PC?
Sono cosi' complessi ma c'e un mondo di funzionalita' online (es il blog) che dipende dalla stabilita' offline (sistemi operativi).
Ci si perde il primo, difficilmente il secondo.
E allora perche' non si puo' progettare un sistema operativo stabile e minimale (per fare tutto quello che si vuole fare offline) che poi si interfaccia con applicazioni magari piu' complessi online per le cose piu' inpegnativi, dove a fare il lavoro del processore ci pensa il provider del servizio.
Cosi' il PC dell'utente non deve supportare la responsabilita' di far funzionare tutto quello che serve (la parola "imcompatibile" non e' per niente nuova nel mondo IT) ma non appena mi collego ai miei servizi/applicazioni online, ho accesso a tutto quello che mi puo' servire.
Forse con Google Docs & Spreadsheets, ci stanno gia' pensando... Personalmente, non vedo l'ora.
Posted by Michael Walsh at 5:06 PM 2 comments
Posted by Michael Walsh at 10:10 AM 0 comments
Marco ha scritto un pezzo stupendo riguarda l'opinione del main stream media in italia nei confronti del Web 2.0, dopo che Lele Dainesi ha giustamente attaccato il livello di pertinenza di una trasmissione del TG1.
Marco non ti buttare giù. La qualità dei blog in italia è stata confermata anche da Shel Israel che è venuto a Roma per cercare contenuto per il suo nuovo libro "Global Neighbourhoods".
Ma detto ciò, era ora che qualcuno notasse la differenza culturale tra il mondo "lento" e il mondo "veloce". In italia (l'argomento è qui ma ne sono sicuro che vale in altri paesi) c'è una specie di dumbing down (inteso come un livello dell'informazione/educazione talmente basso che rende la gente più stupida - una specie di lavaggio di cervello) dei "telespettatori " attraverso l'attuale palensesto - cosa di cui non ho ancora visto traccia nel mondo "veloce". Anzi.
Posted by Michael Walsh at 11:47 AM 0 comments
Beh è passato quasi un mese quindi forse è arrivato il momento di riattivare la tastiera...
Ultimamente sono stato travolto da un paio di argomenti.
Il primo, tutto il furore intorno all'ultimo flop/successo di Edelman.
Pare che la rabbia e gelosia di alcuni blogger (sia quei 90 blogger che hanno ricevuto il notebook Acer, sia il resto del mondo) hanno trasformato questa campagna in un flame di proporzioni bibbliche!
La questione di etica è solo una parte di questi sentimenti che quasi ostentano santimonia. Quello che mi preoccupa è il fatto che ha trascinato Acer nel bel mezzo di questo casino.
Io lavoro per le pubbliche relazioni di Acer e so per certo che non ha collaborato direttamente a questa campagna. Come succede da sempre, un venditore di un nuovo prodotto (in questo caso MS) ha scelto in libertà una macchina per fare vedere al meglio il suo prodotto, ordinando e pagando per "x" numero di pezzi. Dopodiché il venditore (MS) è libero di far quello che gli pare per raggiungere i suoi obbiettivi (mandarli ai giornalisti, ragalarli, bruciarli davanti al parliamento ecc...).
Senza la macchina MS non avrebbe potuto fare vedere nulla. La macchina scelta (in questo caso Acer Ferrari) era solo ed esclusivamente un mezzo come qualsiasi altro per far conoscere un'altro prodotto.
E' come se qualcuno regalasse un iPod 80GB con una canzone per promuovere una band emergente. E' colpa della Apple?
La seconda è molto più di un flame. E' un precedente.
Si tratta del comportamento che ci si aspetta dalle aziende che hanno un blog. Tra HP a Dell, è iniziata una certa gara per vedere chi è più “umana”, meno “corporate” insomma.
Trattandosi di aziende di una certa dimensione, sono in tanti a saltare sul treno, compreso MWW Group (PR di Amazon.com tra molti altri), che sostengono che nel blog di un'azienda ci deve essere assoluta libertà di espressione.
Io non sono d'accordo e ho scritto il perché sul loro blog, risposta che ad oggi non è stata pubblicata. Le mie intenzioni non sono di aggravare la posizione dei blogger là fuori, bensì proteggere un equilibrio di dialogo che si è formato negli anni.
Mentre un blogger agisce da solo, il blog di un'azienda deve rappresentare tutta la loro storia, i loro valori, la loro visione e difetti. Se no che blog è? Deve avere lo stesso tono di voce che il pubblico si aspetta da quella azienda e deve essere coerente con tutta la communicazione passata e futura che l'azienda trasmetterà.
E come si fa senza linee guide, parametri e, perché no limiti? Persino su uno dei blog della Lenovo parlano del fatto che tutti i clienti vanno trattati con lo stesso rispetto e con gli stessi diritti. Se i blogger pretendono di più arriva un punto in cui bisogna accettare che perdere il cliente sia la cosa migliore!
E poi come si fa a dire che il Marketing non deve entrare nel argomento quando, parlo di HP, sei "Vice President of Global Marketing Strategy & Excellence for HP" e il tuo blog si chiama "Marketing Excellence"?? Per di più, c'è una piccola clausola in fondo alla pagina che dissocia l'azienda dalle opinione dello scrittore.
Troppo facile così.
Non so che cosa ne pensate, ma dal momento che un blogger non esprime il vero valore dell'azienda per la quale scrive, per me quell'azienda non ha un blog.
Posted by Michael Walsh at 9:48 AM 2 comments