lunedì, ottobre 29, 2007

Come cambia il tempo.

Questo è un post d'obbligo.

Da un paio di mesi non riesco più a dedicare il tempo che un blog serio merita. Sarà colpa del nuovo figlio, dal fatto che lavoro sempre di più sullo sviluppo di altri blog... qualsiasi scusa va bene.

Ma non finisce qui. Anzi.

Da un po' di tempo, sto lavorando anche sulla creazione di 2 progetti online del tutto personali. Uno, con mia moglie, sarà pronto fra un paio di settimane. Il nuovo sito di Genitori In Fuga è quasi pronto e la cosa più interessante è che l'abbiamo aperto ad altri genitori in tutto il mondo, con un sistema che divide al 50% tutte le entrate pubblicitarie. Perciò, ci saranno anche le versioni, inglese, francese, spagnolo tanto per comminciare...

L'altro progetto è qualcosa che io devo fare.
Da più di 10 anni volevo fare un corso di lingua a distanza. Il web, e sopratutto il web 2.0 è il mezzo perfetto per realizzarlo. E quindi qualsiasi momento libero, lo sto dedicando a farsi che Language Is Free diventi una realtà.

Quindi non sparisco per pigrizia. Ma per dovere. Spero di scrivere ancora.

sabato, luglio 14, 2007

Non smettere mai di essere te stesso

Tempo fa avevo scoperto la differenza tra “essere” e “fare”. Oggi mi e' stata ricordata la lezione.

Non molto tempo fa avevo notato che tanti blog sono frutto del “saper fare” dei loro autori. Nel senso che erano un'estenzione di quello che la persona gia' faceva professionalmente.

Ad esempio ci sono non so quanti “web marketers” che hanno semplicemente preso il format in ostaggio, trasformandolo in una specie di vetrina per vendere il sogno di fare tanti soldi ad altri che vorrebbero fare la stessa cosa. Come una moderna schema di Ponzi virtuale, stanno diventando sempre piu’ insidiosi e sempre piu’ diffusi. Ma oltre ad una speranza semi-finta di diventare ricchi che cosa danno veramente?

E poi c'e' quella grossa fetta di blog che non fanno altro che raccontare quello che dicono o fanno gli altri blog in una specie di gossip virtuale senza fine. In principio sono uguali a quelli di sopra ma raccontano gli spostamenti degli autori come se fossero degli esploratori. Ovviamente sono il primo di riconoscere che un dialogo virtuale e’ costruito sulla partecipazione a distanza di altri ma allora perche’ il 99% delle volte non mi sembra altro che un modo di cenare allo stesso tavolo dei grandi, ma senza portare in avanti il dialogo?

L'unico eccezione a quelli sopra (il 1% appunto) e' dato dai i giornalisti, che raccontano gli spostamenti del mondo virtuale in modo che i lettori possano trarre beneficio della notizia.

Ho notato che, pur essendo milioni di voci, pochi blog percorrono la propria strada, scoprendo nuove idee o pensieri attraverso l'unica personalita' che conta veramente – quella di chi scrive.

E' qui, tempo fa ho citato Hugh McLeod e il suo blog Gaping Void. Il suo e' uno dei pochi blog che in qualche modo trasmettono una personalita' genuina - quello dell'autore.

Seth Godin, che tra l'altro ha collaborato insieme a Hugh per il suo ultimo libro, The Dip, e' un'altro. La personalita' di Seth e' piuttosto forte e nonostante lui abbia la tendenza di commentare sull'attualita', non lo fa mettendo insieme i pensieri degli altri, ma il suo. Come i piu' grandi dei giornalisti, il suo blog traccia il proprio percorso.

Nel mio piccolo mondo online ho preso tante strade ma ovunque vada, non riesco ad andare lontano da quella strada della mia personalita’, cosa che vuole e deve venir fuori in tutto quello che faccio.

Ed e’ qui che entra la mia lezione di oggi.

  • Se in quello che fai la tua personalita’ non c’e, muore il suo valore.
  • Se in quello che fai la tua personalita’ viene in qualche modo ripressa, contenuta o peggio controllata, muore il suo valore.
  • Se in quello che fai non hai la possibilita’ di esprimere la tua personalita’, muore il suo valore.
  • Se vuoi mantenere il tuo valore, devi rimanere quello che sei.

martedì, maggio 22, 2007

Ieri ho accennato un discorso che oggi vorrei portare in avanti.

Come dicevo, questa pallina che ora mi circola liberalmente in testa è stata provocata da un oggetto aparentemente innoquo – un contenitore igienico per signora.

Normalmente come qualsiasi uomo, faccio finta di non vedere questi oggetti, perché non appartengono alla mia realtà. Non li tocco neache, sopratutto perché non vorrei mai disturbare un equilibrio sociale magari stabilito da decenni.

Ma questa volta non ho potuto fare a meno. Già le traduzioni in novanta lingue mi fanno spesso ridere (deformazione professionale) ma oramai ho superato me stesso.

Non ho soltanto guardato la traduzione, ma ho guardato il messaggio sotto il Brand. Quel payoff usato per sottolineare lo spirito, nature e direzione dell’azienda.

Vengono scelti con grande cura (a volte) e, quando sono azzeccati, riflettono la “mission” del brand, aiutandolo di guadagnare credibilità nel mondo esterno.

Nella fattispecie, abbiamo un payoff che è, a dir poco, fuori luogo.

Qualcuno mi sa dire che cosa c’entra “Passion & Design” con la funzione di questo oggetto?

Capisco la voglia di dare grinta alla propria missione ma qui, credo che c’è stata poca attenzione, poco studio e a dire la verità, poca visione.

Qualcuno ha un suggerimento che le possiamo mandare?

La coerenza dei brand

E' bello scrivere per se stesso.

Completamente diverso da quando devi scrivere per gli altri. Ancora di piu' quando capita che non sai proprio cosa dire.... Oggi ho avuto uno di quei giorni.

Sono anche un po' distratto.

Vedi, non sono solo un "buon" copywriter, blogger e SEO "enthusiast", ma sono anche un "buon" marito. Metti insieme questi due fatti e' il risultato e' Genitori In Fuga.

Che magnifica distrazione! Sopratutto ora che sta diventando una vera community.

Tornando a noi pero'... Proprio durante l'ultimo viaggio, ho fatto una scoperta che ora vorrei riportare e approfondire qui. Ho trovato nel bagno del albergo un oggetto semplice e, per la maggior parte degli uomini di questa pianeta, invisibile, ma che non ho potuto fare a meno di notare.

Non e' l'oggetto che mi ha colpito, ma quello che c'era scritto sopra che mi ha fatto riflettere sull'importanza di un messaggio coerente e sopratutto reale se un'agenzia oppure un'azienda vuole creare valore intorno a un brand.

Ora sto scrivendo sul portatile. Domani faccio una scansione del fatidico oggetto e portiamo in avanti il discorso.

mercoledì, maggio 09, 2007

Sono tornato

Sono tornato.
Volevo solo scriverlo pubblicamente.
Un mese record. Un sacco di tempo in cui il tempo era tutto tranne il mio.
Sono sfinito, ma il mese record è finito.
E io ci sono ancora.

Sono tornato

Sono tornato.
Volevo solo scriverlo pubblicamente.
Un mese record. Un sacco di tempo in cui il tempo era tutto tranne il mio.
Sono sfinito, ma il mese record è finito.
E io ci sono ancora.

lunedì, aprile 23, 2007

Walsh - non scomparire!

Caspita. Sono passati 2 settimane dall’utima volta che scrivo?

Non merito di essere sulla prima pagina di Google e nemmeno sulle blogroll di persone “serie” come Marco, Alex o Ilaria. Aspetta un’attimo pero’, non sono mai stato sul blogroll di Alex. ;-)

E’ tutta colpa del lavoro “normale” (quello per cui vengo pagato). Stiamo mettendo gli ultimi ritocchi a due campagne che saranno pubblicate in varie lingue il 4 maggio. A parte la preparazione del progetto stesso, ho scritto headline, payoff, testi stampa, adv, web e comunicati stampa per 2 linee di prodotto oltre al discorso del presidente della societa’ che presentera’ i prodotti. E tutto questa in appena 2 settimane.

Il che ha fatto scendere il mio ranking in Google italia per “walsh” (non difficile quella lo so). Pero’ non sono piu’ il terzo walsh piu’ famoso d’italia, ma il quinto. Che vergogna ;-)

Stiamo finendo e ne esco seriamente provato ma soddisfatto. Magari avro' anche tempo per aggiornare i miei movinmenti/sentimenti in Twitter.